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- Pubblicato Giovedì, 26 Aprile 2007 14:20
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- Pubblicato Mercoledì, 30 Novembre 2011 11:38
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USPPI – UNIONE SINDACATI PROFESSIONISTI PUBBLICO-PRIVATO IMPIEGO
Convention 2012 Dirigenti ENAC - Roma 7 maggio 2012
Intervento Ing. Ottavio Mirabelli – Segretario Generale della Confederazione USPPI
1) La Confederazione USPPI, i professionisti: breve cenno
2) La “missione” dell’ENAC; il modello istituzionale-organizzativo
3) Il ruolo dei professionisti nell’ENAC: compiti, autonomia e responsabilità
4) Aspettative dei professionisti sulle principali tematiche che interessano la valorizzazione delle risorse umane, il perseguimento dell’efficienza organizzativa, il miglioramento della performance
5) Conclusioni: il futuro dell’Ente
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1) La Confederazione USPPI, i professionisti: breve cenno
L’USPPI, Unione Sindacati Professionisti Pubblico-Privato Impiego, è una Confederazione che ha la missione di rappresentare e tutelare i diritti dei professionisti, esercenti cioè professioni regolamentate, in particolare, e dei ricercatori, nonché degli esercenti professioni non regolamentate, e delle alte professionalità e quadri, nella loro attività e nelle diverse tipologie di rapporto di lavoro dipendente, atipico e autonomo.
I professionisti sono i soggetti cui lo Stato ha conferito, con l’abilitazione all’esercizio della professione, riservata e regolata dall’ordinamento giuridico e dagli ordinamenti professionali a tutela della collettività, la capacità giuridica e negoziale ad operare con la garanzia del buon fine dell’obbligazione di risultato contratta con il committente, ma nella contemporanea tutela degli interessi generalizzati della Società, di diritti e di valori garantiti dalla Costituzione; operano, nell’esercizio della propria attività, di interesse generale, nella configurazione giuridica del "mandato" d’opera professionale, a prescindere da qualsiasi regime rapportuale, che è un “posterius” rispetto alla capacità negoziale (“anterius”), nel rispetto del sistema di regole e di leggi, sotto la propria personale responsabilità civile e penale, portatori di valori etici e della deontologia professionale.
Il corpo legislativo dello Stato riconosce dunque all’esercizio dell’attività professionale le funzioni di pubblico interesse; perciò, sotto il profilo negoziale, l’obbligo dell’iscrizione all’albo professionale costituisce un requisito soggettivo del contratto d’opera professionale, la cui carenza produce l’invalidità del medesimo.
2) La “missione” dell’ENAC; il modello istituzionale-organizzativo
La riforma del Codice della Navigazione (Dlgs 9 maggio 2005 n. 96 e Dlgs 15 marzo 2006 n. 151) ha individuato L’ENAC quale “autorità unica di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile”; l’ENAC si configura, pertanto, quale ente tecnico-professionale.
Le competenze assegnate all’ENAC dal quadro nazionale, quale autorità unica del settore, derivano in gran parte dalla regolamentazione europea.
In questo quadro legislativo integrato, i criteri e i principi che debbono essere alla base di un modello di “autorità nazionale”, che devono definire l’individuazione del modello più adeguato, completo, efficace ed efficiente, e che intendiamo sinteticamente sottolineare, sono:
- La rispondenza alle normative comunitarie e agli Standard ICAO (International Civil Aviation Organization) è un obbligo dello Stato assolto attraverso l’opera dell’autorità dell’aviazione civile (ENAC);
- Lo Stato deve definire attraverso una Legge le responsabilità istituzionali e legali dell’autorità;
- L’autorità designata per Legge deve:
- dimostrate assoluta indipendenza strutturale e gestionale sia rispetto al potere politico, sia nei confronti dei soggetti che ricadono sotto la propria sorveglianza (come compagnie aeree, gestori aeroportuali, prestatori di servizi della navigazione aerea, ditte di manutenzione e progettazione, etc);
- disporre di potere sanzionatorio e coercitivo diretto sui soggetti sorvegliati;
- essere posto nelle condizioni di adempiere ai compiti istituzionali attraverso una autonomia economica di gestione delle risorse;
- possedere la necessaria ed adeguata capacità tecnica ed essere in grado di mantenerla, per avere la possibilità di svolgere i propri compiti istituzionali di certificazione e sorveglianza (si rammentino le visite ispettive di standardizzazione a cui è sottoposto l’ENAC periodicamente da parte dell’ICAO e dell’EASA – European Aviation Safety Agency– laddove è stata rilevata una forte carenza di professionalità tecnico operative adeguate al ruolo da svolgere);
- disporre di risorse umane quantitativamente adeguate ai compiti da svolgere e altamente qualificate;
- preservare il ruolo professionale istituito ai sensi della Legge 70, a garanzia dell’Ente e della collettività;
- preservare il carattere prettamente tecnico operativo delle strutture dirigenziali a forte connotazione professionale, richiedendo specifiche competenze professionali congruenti con la tipologia di attività, compiti e responsabilità.
3) Il ruolo dei professionisti nell’ENAC: compiti, autonomia e responsabilità
I professionisti sono una componente necessaria, il fattore indispensabile, imprescindibile dell'Ente. Consentono all'Ente di svolgere le funzioni istituzionali tecniche, cioè di natura prettamente professionale, conferite loro dalla legge: tutelare la “safety” – vale a dire l’incolumità pubblica e privata, valore garantito dalla Carta Costituzionale, la cui tutela è affidata e riservata dall’ordinamento precipuamente all’ingegnere e alle altre professioni tecniche nei limiti delle rispettive competenze di queste – (per quanto attiene all’ENAC, la sicurezza dal punto di vista della progettazione, costruzione, manutenzione ed esercizio degli aeromobili, nonché la valutazione dell'idoneità degli operatori aerei e del personale di volo); i professionisti garantiscono inoltre lo svolgimento del contratto di servizi con l’EASA.
Le funzioni che essi svolgono assumono una particolare connotazione in ragione del duplice profilo di professionisti e di dipendenti, investiti di particolari responsabilità e dotati al contempo di un elevato grado di autonomia, nella tutela degli interessi generali della collettività, e nel rispetto delle norme di legge e del codice deontologico, delle regole e delle procedure stabilite dall'Ente, oltre che della normativa specifica.
Il valore tecnico-professionale dell'ENAC passa quindi in particolare per le conoscenze scientifiche e tecniche dei professionisti che si onorano di appartenere a questa istituzione. Appare allora elemento di elevata criticità l’incapacità attuale dell’Ente, a causa dei tagli sui fondi per l'aggiornamento professionale e per le missioni voluti dalla recente normativa nazionale, continuare a garantire il livello di conoscenze, di formazione e di aggiornamento richiesto dalla normativa europea agli ispettori e al personale dell’autorità nazionale.
Situazione ovviamente non conosciuta dagli omologhi enti europei e a dir poco paradossale, soprattutto se si pensa che dall’attività dei professionisti deriva un rilevante utile economico per l’Ente. Un esempio: l’esame dei diversi livelli di progettazione, il collaudo tecnico amministrativo e quello di agibilità del nuovo MOLO C dell’Aeroporto di Fiumicino, opera del valore di oltre 150 milioni di euro, consentirà all’ENAC di incassare circa 3 milioni di euro che i professionisti fattureranno in favore dell’Ente.
4) Aspettative dei professionisti sulle principali tematiche che interessano la valorizzazione delle risorse umane, il perseguimento dell’efficienza organizzativa, il miglioramento della performance:
- Snellezza organizzativa. Nella misura necessaria a deburocratizzare e rendere fluido ed efficiente l’espletamento del mandato d’opera professionale e nei rapporti del mandatario con il mandante.
- Indipendenza e terzietà. Il mandato configura il rapporto diretto del mandatario, il professionista, con il mandante, il rappresentante legale dell’ente, mentre il raccordo con la dirigenza e con le funzioni della struttura è pensabile nella mera ottica della efficienza organizzativa complessiva.
- Formazione ed aggiornamento professionale. I professionisti si aspettano che il patrimonio di conoscenza, scienza e tecnica debba essere valorizzato; che si realizzi una piattaforma di condivisione delle esperienze professionali, affinché la memoria storica non venga perduta.
- Lavoro per obiettivi e certezza della remunerazione. Il lavoro per obiettivi ha sempre caratterizzato l’attività dei professionisti. Ma alla puntualità nel raggiungimento degli obiettivi non corrisponde la stessa puntualità dei premi di risultato o la remunerazione della performance.
- Esigenze di mobilità connesse all’attività professionale. Adeguatezza dell’organizzazione inerente la mobilità sulle infrastrutture aeroportuali e presso le imprese. Il professionista svolge compiti ispettivi percorrendo in aereo, in treno, e in auto migliaia di km l’anno per raggiungere sedi disagiate. Tale tipicità di attività deve essere tenuta in debito conto e non può essere assoggettata agli stessi tagli di altre attività, svolte da altri Enti, non finalizzate a compiti ispettivi.
- Progressioni economiche e politiche trasparenti per la mobilità intraziendale a domanda. Le progressioni economiche sono bloccate con danno per i più giovani: si è ignorata la strada dei passaggi giuridici. La mobilità intraziendale a domanda avviene con criteri non sempre trasparenti; non vi è alcuna politica per il ricongiungimento familiare, disattendendo il principio costituzionale che il lavoro deve assicurare un’esistenza dignitosa all’individuo e alla sua famiglia. Non vi è alcuna iniziativa per l’assunzione e la mobilità interaziendale per il reperimento di forze professionali carenti.
5) Conclusioni: il futuro dell’Ente
Noi non riteniamo siano necessari cambiamenti nella veste giuridica dell’Ente. Il problema non è la “veste”, il problema è la sostanza. L’Ente non può diventare un’autorità indipendente, che dovrebbe limitarsi a fare solo regolazione, e tantomeno un ente pubblico economico; ancor meno una spa ordinaria, che non potrebbe essere sul mercato, ad evitare possibili conflitti d’interesse, e neppure ad esclusivo capitale pubblico, data la generale esperienza a dir poco negativa, da queste dimostrata, esperienza che le ha viste finalizzate a costituire o diventare pascolo franco delle clientele politiche e partitiche. L’ENAC deve restare un ente pubblico non economico perché deve conservare fondamentali funzioni di garanzia ed imparzialità per poter svolgere, in maniera esauriente e corretta, le funzioni istituzionali di autorità unica del settore.
Ovviamente nessuna delle forme giuridiche in Italia sintetizza in sé la rispondenza a tutti i principi sopra enunciati di una autorità unica; l’assetto dell’Ente richiede una riflessione da parte del legislatore, al fine di adattare la forma giuridica di ente pubblico non economico tradizionale alle nuove esigenze regolamentari che vengono dall’Europa.
Una delle più gravi carenze strutturali è proprio la scarsità di personale professionale adeguato e formato, alla quale si è sommata l’ultima emorragia verificatasi a seguito dell’entrata in vigore della Circolare Patroni-Griffi dello scorso 8 marzo (pensionamento di un gran numero di professionisti, dirigenti e amministrativi). E alle difficoltà di assunzione di nuovo personale, almeno per dare adeguato ricambio al turnover, si aggiungono quelle per reperire fondi per un aggiornamento continuo delle figure professionali ispettive e dei professionisti.
Il paradosso è che l’ENAC è un ente con un bilancio attivo: tutti gli anni trasferisce avanzi di gestione al Ministero competente (Finanze e Tesoro) e nonostante la capacità economica di poter far fronte a nuove assunzioni di figure indispensabili è assoggettato alle restrizioni della finanza pubblica.
Occorre una forte sensibilizzazione della politica per derogare l’Ente dall’applicazione di provvedimenti di pura facciata, laddove l’ENAC ha già ampiamente dimostrato di essere un Ente virtuoso.
Deve essere messa in atto un’azione congiunta tra Ente e Parti sociali. perché in un momento di forte crisi, quale è l’attuale, occorre portare davanti all’opinione pubblica e al governo i problemi veri della spesa pubblica, che non possono e non devono mettere a repentaglio lo svolgimento, da parte di autorità come l’ENAC, dei compiti di sicurezza, atteso che il diritto del passeggero alla mobilità in sicurezza è sancito dalla carta costituzionale.
Questo è il modo migliore, a parere dell’USPPI, per garantire all’ENAC contemporaneamente una piena indipendenza di giudizio, una estesa libertà nelle assunzioni, un aggiornamento costante nella preparazione tecnica dei professionisti, oltre ad una completa autonomia nei processi decisionali.
Dear member of IFHE-EU, Please find attached the Agenda for the following 10th IFHE-Europe Council meeting in Bergen, Norway, 17th of April 2012. We start four o'clock in the afternoon until seven thirty pm in Hotel Norge in Bergen. The following persons will attend the meeting so far: Hans-Peter Aebischer Christian Bender Francisco Castella Martin Krammer Gaston Lam Paul Merlevede Reinfried Sure Leo van Namen Apologies: Christoph Hartung Please let us know as soon as possible, if you will attend the meeting or not. For the location of the hotel see the following link: http://www.radissonblu.com/hotelnorge-bergen/location Enjoy the IFHE-Congress and we are looking forward seeing you. Thank you, Best Regards Simone Simone Strunck IFHE-Europe FKT-Geschäftsstelle Mauerbergstraße 72 76534 Baden-Baden Tel.: +49 (0) 7223 - 95 88 10 Fax: +49 (0) 7223 - 95 88 12 mailto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. http://www.fkt.de
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CONVEGNO USPPI - Giunta Nazionale e Dirigenti sindacali
Consiglio Direttivo FENATO
Sabato 26 Novembre 2011 in Roma – EUR, Piazzale Kennedy, Palazzo dei Congressi – 46ma Settimana della Vita Collettiva
Sala Donatello - dalle ore 9,30 alle ore 13,30.
XVIII CONVEGNO NAZIONALE U.S.P.P.I. - Unione Sindacati Professionisti Pubblico-Privato Impiego. Giunta Nazionale e Dirigenti sindacali.
Consiglio Direttivo FENATO
Roma, 26 novembre 2011, 46ma Settimana della Vita Collettiva – Palazzo dei Congressi – Roma EUR - Sala Donatello
“La professione per la società; i rapporti con il mondo politico”
Programma
Ore 9,30 – Iscrizioni e apertura dei lavori
Ore 9,45 – Relazione introduttiva Dr. Ing. Ottavio Mirabelli, Segretario Generale
Ore 10,15 – “Stato dell’arte del nuovo ordinamento delle professioni – Rapporti tra USPPI e istituzioni professionali” Dr. Ing . Nicola Monda, Membro della G. N. e Coordinatore rapporti con Istituzioni professionali
Ore 10,30 – “La professione nelle Aziende dello Stato e SPA a capitale pubblico” Dr. Ing. Felice Viggiano, Segretario Generale Aggiunto
Ore 10,45 – “Istituzione e regolamentazione del Ruolo Unico Professionale attraverso , l’ordinamento delle professioni” Dr. Arch. Paolo Fabiani, Segretario Generale Aggiunto, Segretario Nazionale Tecstat
Ore 11,00 – “Le relazioni con l’ARAN e le altre OOSS per la rappresentatività” Rag. Nicola Brescia, Segretario Generale Aggiunto, Segretario Nazionale FENSPRO/SSN
Ore 11,15 – “Il valore aggiunto dei professionisti nella Pubblica Amministrazione” Dr. Ing. Carmela Tripaldi, Presidente USPPI-APAC
Ore 11,30 – “Rappresentatività ed area di contrattazione separata dei professionisti nel pubblico impiego” Dr. Ing. Vincenzo Tafuri, Segretario regionale Basilicata
Ore 11,45 – “La situazione dei professionisti nei vari settori della P. A.” I Segretari nazionali delle Federazioni
Ore 12,00 – “Iniziative e attività della FE.NA.TO.” Dr. Arch. Enrico Milone, Presidente Fe.Na.To.
Ore 12,15 – Interventi dei membri della G. N.. Interventi liberi Invitati: Ing. Carmelo Agostino, Dott. Giuseppe Alessandri, Ing. Nicola Borraccia, Rag. Nicola Brescia, Ing. Enzo Brosch, Prof. Arch. Pierpaolo Cannistraci, Ing. Enzo Cappuccio, Arch. Luigi D’Agostino, Arch. Danilo de Girolamo, Arch. Paolo Fabiani, Arch. Fabio Jerman, Dott.ssa Angela Legini, Prof. Dr. Carlo Marzo, Ing. Gabriele Meccoli, Arch. Enrico Milone, Ing. Ottavio Mirabelli, Ing. Giovanni Nanni, Ing. Giuseppe Panicali, Ing. Antonio Piccardo, Ing.Vincenzo Pinna, Ing. Franco Sessa, Ing. Carmela Tripaldi, Ing. Giuseppe Antonio Scirtò, Ing. Felice Viggiano.Segretari regionali e provinciali.
Ore 13,00 - Consiglio Direttivo FeNaTo
Ore 13,30 - Chiusura dei lavori - Colazione
Presentazione
Le professioni sono considerate come occupazioni orientate al servizio, che applicano un corpo sistematico di conoscenze a problemi che sono altamente rilevanti per i valori centrali della società, tutelati dalla Carta Costituzionale, come la salute, la sicurezza (safety e security), l’ambiente, il governo del territorio, l’informazione e la giustizia (diritto alla difesa).
E’ stato osservato da Barber che l'elevato grado di competenza scientifica necessario per esercitare le professioni solleva un problema speciale per il funzionamento equilibrato della società: il cliente individuale non è in grado di giudicare la qualità della prestazione del professionista, e spesso non è nemmeno in grado di fissare obiettivi precisi e concreti al lavoro che gli richiede.
Questa asimmetria della relazione produttore-consumatore è particolarmente pericolosa per l'equilibrio complessivo della società, data la natura dei valori e degli interessi in gioco: "poiché la conoscenza generalizzata e sistematica procura un potente controllo sulla natura e sulla società, è importante per la società che tale conoscenza sia usata principalmente nell'interesse della comunità" (v. Barber, 1963; tr. it., p. 96).
La soluzione a questo problema è trovata in un duplice meccanismo: da un lato l'orientamento al servizio (o alla comunità) che anima le professioni, assicurato attraverso un particolare processo di socializzazione al quale sono sottoposti i candidati all'esercizio delle professioni stesse; dall'altro il controllo formale e informale esercitato dalla comunità dei colleghi, soprattutto attraverso i codici etici. In cambio, la società garantisce ai professionisti vantaggi e privilegi, quali un reddito migliore e un prestigio sociale elevato, e protegge l'autonomia delle professioni dalle interferenze dei “laici” (v. Rueschemeyer, 1964).
Le professioni, dunque, rivestono i caratteri di pubblica utilità, tutelano gli interessi generali della società e i fini esistenziali dello Stato.
Tuttavia sempre più difficili e incongrui sono i rapporti con il mondo politico.
E’ enormemente cresciuto il distacco tra paese (e ancor più tra professionisti) e classe politica, peraltro in generale, tranne non numerose eccezioni, inadeguata, incolta, incompetente ed incapace, ma arrogante, che, sempre più autoreferenziale e autocratica, si è andata configurando in una vera e propria casta, insofferente al giudizio ed al controllo democratico, all’autonomia decisionale e alla valutazione discretiva dei professionisti, e tesa in sostanza esclusivamente alla gestione del potere, delle risorse, degli affari.
L’arroganza della casta politica è giunta al punto di espropriare ai cittadini il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, attribuendosi per legge un vero e proprio diritto di nomina, e di approvare provvedimenti legislativi che limitano il potere investigativo e giudiziario e depenalizzano reati, per sottrarre quel centinaio ed oltre di parlamentari pregiudicati, condannati o indagati, all’applicazione delle leggi cui invece sono soggetti tutti i cittadini.
La corruzione dilagante e diffusa, infine, caratterizza un quadro deprimente e senza speranza, molto simile a quello di tangentopoli, se non peggiore.
La casta politica ha emarginato la cultura, la conoscenza, l’intelligenza, le professioni e i professionisti, insofferente al contropotere tecnico-professionale - finalizzato anzitutto agli interessi generali della collettività - limitativo o pericoloso per il suo strapotere.
E così il nostro Paese è progressivamente precipitato, nella fase di generale crisi delle economie dell’Occidente, nel disastro della peggiore sua crisi del dopoguerra, che fa il paio con il dissesto idrogeologico che fa dell’Italia – per dirla con Giustino Fortunato – uno “sfasciume pendulo sul mare”.
(Segreteria Generale USPPI)
SEVICOL - SETTIMANA DELLA VITA COLLETTIVA www.sevicol.it
46ma Mostra Convegno Internazionale per l’accoglienza civile e religiosa
Palazzodei Congressi - Roma 24-25-26-27 novembre 2011
Tel. 06 3230177 – cell. 349 3181324 fax 06 3211359
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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ECHE-2011: IV Conferenza Europea dell’Ingegneria Ospedaliera
La Conferenza Europea dell’Ingegneria Ospedaliera (ECHE: European Conference of Healthcare Engineering) è la manifestazione biennale del gruppo regionale europeo (IFHE Europe) della Federazione Internazionale dell’Ingegneria Ospedaliera (IFHE). IFHE Europe è costituita da trenta di associazioni di Ingegneria Ospedaliera.
Gli obiettivi dell’IFHE Europe sono: - la promozione, lo sviluppo e la diffusione delle tecniche dell’Ingegneria Ospedaliera; - lo scambio ed il confronto di esperienze e di pratiche; - la promozione di una concezione integrata multidisciplinare; - la promozione dell’efficienza nella gestione delle attività e dei settori tecnici, della manutenzione e della sicurezza, nel quadro europeo d’una visione e della convergenza verso una politica, della tutela della salute e una ingegneria ospedaliera comuni, rispettosa delle specificità dei suoi membri.
La FENATO, come noto, è cofondatrice dell’IFHE (membro n. A2) e dell’IFHE Europe.
L’IHF (Ingénieurs Hospitaliers de France) è stata scelta per accogliere ed organizzare la IV Conferenza insieme con le 51-me giornate di studio e di formazione dell’IHF. Le conferenze privilegeranno i confronti e gli scambi allo scopo di promuovere una selezione di esperienze che favoriscono l’innovazione, il benchmarking, la definizione di riferimenti europei comuni. Parallelamente alle conferenze si terrà una mostra europea che radunerà industrie, fornitori, operatori e consulenti dei settori dell’ingegneria ospedaliera.
Nota: Documenti relativi e il programma sono accessibili agli utenti registrati nella sezione “documenti” categoria “IFHE" > sub"IFHE-E”.
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RINNOVO DELLE RSU
Protocollo 14 dicembre 2011 per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze unitarie del personale dei comparti
In data 14 dicembre 2011 è stata sottoscritta, dall’A.Ra.N. e dalle Organizzazioni sindacali titolate - l’USPPI nell’ambito CSE - l’integrazione del «protocollo per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze unitarie del personale dei comparti firmato in data 11 aprile 2011», con la quale le parti hanno definito i dettagli procedurali necessari per lo svolgimento delle elezioni RSU.
Dette elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie si terranno, come previsto, nei giorni 5-7 marzo 2012.
Si precisa che è in corso di emanazione la circolare con la quale l’A.Ra.N., in accordo con le organizzazioni sindacali, riassumerà i chiarimenti inerenti la procedura elettorale..
Nota: Il Protocollo è accessibile dagli utenti registrati nella sezione “documenti”, categoria “contrattazione”.

