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Pil, Bruxelles rivede al ribasso le stime per l'anno prossimo. Moscovici: quest'anno non rigetteremo la manovra

La Commissione europea stima ora un +0,4% del Pil dallo 0,7% precedente. Confermato il +0,1% atteso sul 2019, mentre sul 2021 si attende un +0,7%. La spesa pubblica attesa in aumento "a seguito" dell'introduzione del reddito di cittadinanza e di Quota 100 sulle pensioni

 

La spesa pubblica in Italia è attesa in aumento "a seguito" dell'introduzione del reddito di cittadinanza e di Quota 100 sulle pensioni. Ne è convinta la Commissione europea, che ha rivisto in peggio le previsioni di crescita economica dell'Italia sul 2020, stimando ora un +0,4% del Pil dallo 0,7% precedente. Mentre ha confermato il +0,1% atteso sul 2019, sul 2021 Bruxelles si attende un +0,7%, leggermente sopra il potenziale.

E se il commissario aglli affari economici Pierre Moscovici rassicura sul fatto che quest'anno non ci sarà un respingimento della manovra italiana e neanche l'apertura di una procedura, la Commissione sottolinea che il nostro paese continua ad arrancare.

"L'Italia fatica a uscire dalla bassa crescita stagnante": è l'eloquente titolo del paragrafo sulla situazione dei conti pubblici e dell'economia italiana nel rapporto sulle previsioni economiche d'autunno che la Commissione europea ha pubblicato oggi a Bruxelles. "L'economia italiana - si legge nel rapporto - si è bloccata all'inizio del 2018 e non mostra ancora segni di una ripresa significativa. Nel 2020 - prevede la Commissione -, la crescita è destinata a riprendersi modestamente a seguito della crescente domanda esterna e della moderata spesa delle famiglie, sebbene quest'ultima sarà parzialmente attenuata dall'indebolimento del mercatod el lavoro".

"Il deficit pubblico e il debito - nota l'esecutivo comunitario - aumenteranno nei prossimi anni, a seguito della debole crescita economica e dell'aumento dei costi delle misure decise in passato"; ovvero, come si specifica più avanti, l'introduzione del Reddito di cittadinanza ("minimum income scheme"), "e di diverse misure che allargano le possibilità di ricorrere a pensionamenti anticipati" (Quota 100 e le facilitazioni dei ricongiungimenti contributivi). Mentre le misure contro l'evasione fiscale indicate nel documento programmatico di bilancio 2020 dovrebbero dare un contributo positivo alle entrate, anche se il relativo gettito "è soggetto a una certa incertezza".

Il debito pubblico "è previsto in aumento dal 134,8% nel 2018 al 137,4% nel 2021, a causa della debole crescita nominale del Pil e al peggioramento del saldo primario di bilancio", nota la Commissione. Il deficit è previsto stabile al 2,2% del Pil nel 2019, mentre nel 2020 dovrebbe aumentare al 2,3% del Pil. A conferma della situazione stagnante, la Commissione nota poi che "l'inflazione dei prezzi al consumo dovrebbero diminuire quest'anno", quando è prevista allo 0,6%, "e aumentare moderatamente nel periodo 2020-2021", con previsioni rispettivamente allo 0,8% e all'1,1%. Sulla crescita, avverte la Commissione, pesano rischi al ribasso dal momento che l'Italia è esposta a un ulteriore indebolimento dell'economia globale e a un potenziale peggioramento delle condizioni di finanziamento, dato l'alto livello del debito pubblico.

 

Moscovici: non ci sarà un respingimento nel bilancio e neanche l'apertura di una procedura. "Quest'anno non abbiamo minimamente pensato a rigettare il progetto di Bilancio dell'Italia", ha affermato il Commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici interpellato sulla manovra. "C'è stato uno scambio di lettere, con uno spirito diverso rispetto all'anno scorso, stavolta non abbiamo pensato di respingere il bilancio: abbiamo chiesto precisazioni, e le decisioni che prenderemo verranno rese note intorno al 20 novembre", ha Moscovici nel corso di una conferenza stampa sulle previsioni di autunno, aggiungendo che "chiediamo aggiustamenti, adeguamenti e spiegazioni che possano portarci a prendere una decisione che non sarà un respingimento nel bilancio e neanche l'apertura di una procedura". Moscovici ha precisato che, rispetto all'anno scorso quando in carica era il governo giallo-verde, "non ci sono due pesi e due misure. Non si può raffrontare il dibattito sul bilancio di quest'anno, che è serio, rispetto allo scontro dell'anno scorso che era assolutamente di cattivo auspicio per le relazioni con l'Italia".

 

07/11/2019 11:25

(Italia Oggi)